lunedì, Marzo 23, 2026
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Tre Coni 2019, i migliori Maestri Gelatieri d’Italia

Il Tre Coni 2019 sulla Terrazza Angiò del Renaissance Hotel Mediterraneo di Napoli è stato un appuntamento sentito che ha riunito tutti gli amanti del gelato per la II edizione dell’evento a cura di Città del Gusto-Napoli. Tante sorprese, tante proposte innovative e tante opere d’arte create ad hoc per l’occasione che hanno messo in mostra il meglio del gusto italiano, rappresentando al meglio tutta la Penisola con i migliori maestri gelatieri del Bel Paese.

I migliori gelati d’Italia

“Il gelato gastrnomico è una nicchia e resterà tale ma come alta eccellenza della cucina. Lo troveremo nei ristoranti stellati di un certo pregio dove lo chef fa ricerca e chiede l’ausilio del maestro gelatiere per mettere nel piatto questa tipologia di gelato”spiega Giancarlo Timballo, della gelateria Fiordilatte. Il maestro, co-fondatore della coppa del mondo delle gelaterie aggiunge che “Noi siamo in grado di fare bene il gelato e gli chef sono in grado di abbinarlo al cibo e questo connubio e commistione di mestieri del gusto, idea che abbiamo lanciato nella coppa del mondo già dalle prime edizioni, è stata una scelta vincente.” Dello stesso avviso è Candida Pelizzoli, della gelateria Oasi a Badalasco, “Ai futuri gelatieri che si affacciano a questo lavoro dico di avere tanta passione ma nello stesso tempo di fare tanta ricerca con amore verso questo mestiere.” La maestra, determinata e in costante aggiornamento, con il suo fresco gelato ai fiori d’arancio con radici di zenzero, sottolinea l’importanza dello studio e della ricerca per trovare continuamente un equilibrio tra benessere e salubrità per un vero gusto del gelato artigianale italiano. Il benessere e la salubrità sono concetti affini a molti altri maestri gelatieri tra cui Antonio Mezzalira che fonda la sua gelateria a Gazzo Padovano, Golosi di Natura, da un’idea di naturalità e km 0. “Cerchiamo di fare prodotti che ricordino il territorio e la tradizione ed è per questo che abbiamo portato in mostra lo Yuzu delle sei un sorbetto fatto con lo Yuzu, che ho voluto accompagnare con una menta selvatica che nasce a Gazzo Padovano, una chips di polenta tipica veneta e una spruzzata di Gin”. Il gelato del maestro Mezzalira è in sostanza un aperitivo che prende tanto dalla tradizione veneta e proietta la gelateria verso qualcosa di più completo. Gianfrancesco Cutelli ha presentato un sorbetto al cioccolato: “Fino a ora abbiamo fatto cose abbastanza semplici ma adesso che i mondi della ristorazione, della mixology e della pasticceria sono in una fase di contaminazione credo che anche il mondo della gelateria si affaccerà a nuove collaborazioni e soprattutto si differenzierà con cose più elaborate e divertenti” sottolineando che “C’è molta voglia di osare e usare ingredienti che non sempre sono facili da trattare”. Nuove commistioni, nuove collaborazioni e andamenti positivi che spingono verso sperimentazioni frutto di una straordinaria passione, una selezione accurata di materie prime e in moltissimi casi tecniche innovative e attenti abbinamenti. Paolo Brunelli con la sua versione sferica della Zuppa Inglese rappresenta questa costante e forsennata innovazione tecnica. Maestro gelatiere virtuoso, Brunelli produce il suo gelato a Senigallia, la terra baciata dalla gastronomia e dall’enologia. Un sottile fil rouge lega tutti i premiati Tre Coni 2019, “Il gelato ci riporta tanti ricordi, ma i ricordi sono fondamentali in qualsiasi pietanza andiamo a mangiare. Sicuramente la grande popolarità e diffusione del gelato è un fattore preponderante per far emergere ricordi, ma soprattutto per far emergere nuove integrazioni anche con prodotti che hanno bisogno di essere rivalutati perché di eccellenza” dice Brunelli; sperimentazioni e nuovi orizzonti culminati, anche, nel lavoro di un altro maestro: Dario Rossi. “Sono stato alla Norcineria Bernabei, ci siamo confrontati tanto per trovare il migliore guanciale dei castelli romani ed è nato così il gusto che oggi ho portato in mostra: La Carbonara!”. Un gelato audace cassa di risonanza del territorio, sì perché il maestro Rossi, sottolinea l’importanza di scegliere materie prime che con la loro naturalezza raccontino la terra a cui appartengono. Ambizione, questa di essere il collante tra produttori, materie prime e gelato, di Alberto Marchetti il gelataio che ha portato il gusto puro all’italiana nella grande catena di Starbucks: “Quando mi hanno esposto la loro idea di mantecare il gelato a freddo, con azoto liquido, non ho potuto fare a meno di sentirmi onorato e accettare soprattutto sapendo che hanno a cura il controllo della filiera di produzione”. Una mente esperta e tutta italiana al Tre Coni 2019 che cede la sua conoscenza per migliorare la qualità dei prodotti anche a livello internazionale.

 

L’attenzione a territorialità e valori nutrizionali

Dal Tre Coni 2019 si evince una fortissima spinta rivoluzionaria nel mondo della gelateria italiana che sta posizionando le sue attività verso una direzione molto specifica, in cui i termini più utilizzati per spiegare il proprio lavoro sono spesso: “biologico”, “territorio”, “attenzione ai valori nutrizionali”, “km 0” e “dieta mediterranea”. Il rapporto tra cibo e territorio può essere considerato come una chiave di lettura: il cibo, grazie al lavoro di queste realtà professionali, si è reso un fenomeno complesso che raccoglie geografia, etica, salute, interferisce con l’ambiente e plasma le comunità che ne sono parte attraverso una costante opera di valorizzazione e utilizzo cosciente delle materie prime locali. Il territorio è come un’idea e il km 0 è un’opportunità da cogliere al volo ma quando ciò non è possibile, il circolo virtuoso della consapevolezza spinge gli addetti ai lavori ad informarsi sulla provenienza dei prodotti, sulle modalità di produzione e sulla sostenibilità della lavorazione, stimolando così anche nuove scelte di consumo indipendentemente dalle distanze geografiche.

 

A cura di Leonardo Ciccarelli, Eleonora Furlani e Victoria Pastore del Master in comunicazione dell’enogastronomia al Suor Orsola Benincasa in collaborazione con il Gambero Rosso

Eleonora Furlani
Eleonora Furlani
Dopo essermi laureata al Dams di Roma Tre e aver conseguito una Laurea Magistrale in Beni Culturali presso l'Università degli Studi dell'Aquila con una tesi in Antropologia Culturale, ora frequento il Master in Comunicazione Multimediale dell'Enogastronomia dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli per specializzarmi nelle mie più grandi passioni: il cibo, la cucina e la scrittura.
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