Fiducia al pomodoro e basilico: non semplicemente pasta

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Emotivi Anonimi, pasta al pomodoro
Il mondo di Angelique e la pasta al pomodoro

Ho scoperto che nell’invenzione più ordinaria risiede un universo intero, pensavo per l’appunto ad un abbondante piatto di pasta al pomodoro e basilico fresco. Il profumo è intenso, colorato, la piacevolezza è familiare, dolce, un po’ acidula, saporita e buona così.

In un piatto apparentemente così semplice si ritrovano le aspirazioni di ognuno di noi, il desiderio di rispondere al bisogno di convivialità e sicurezza, allo stesso tempo diviene strumento per allontanare le pressanti dinamiche del vivere quotidiano, riscoprendo nella salsa l’emozione come espressione del valore patrimoniale della nostra cultura.

Assaporare ed appassionarsi di un piatto dai pochi ingredienti avvicina a sapori contemporaneamente complessi in cui la qualità dei suoi elementi è la prima vera conditio sine qua non del gusto rosso acceso del pomodoro.
Piace proprio a tutti ma si nasconde negli spazi privati, nell’intimo delle case o tra le righe dei menù più caserecci. E’ un piatto autentico e misurato, fortemente creativo ed indisciplinato e che siano spaghetti, maccheroni, pennette non importa. Ciò che conta è che abbia il sapore dolce e aromatico della fiducia (e del basilico).


Degli stessi colori e della stessa pasta è il valore semantico della fuga che accomuna la pasta al pomodoro, questo piatto così sobrio e resiliente ai fragili personaggi del film del 2010 Les Émotifs Anonymes per la regia di Jean-Pierre Améris. La fuga dalla fiducia in sé stessi, la paura di non riuscire ad emergere abbastanza o la paura proprio di farlo e sentirsi al centro dell’attenzione nell’incapacità di essere all’altezza delle aspettative degli altri.

Mi piace pensare che la scelta di far indossare i colori verde e rosso alla protagonista dall’incarnato chiaro e dai capelli biondi, Angélique Delange, non sia casuale. Un po’ come la salsa di pomodoro ed il cioccolato della commedia francese che si rendono un fil rouge che unisce l’antica origine azteca di entrambi con l’ancora più antica emotività degli uomini.