Cartoguida Michelin Destinazione Emilia, la prova editoriale del food tourism

Una mappa speciale per promuovere il turismo enogastronomico della zona. Parma, Piacenza e Reggio fra cultura e prodotti tipici

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Una mappa speciale per promuovere il turismo enogastronomico della zona. Parma, Piacenza e Reggio fra cultura e prodotti tipici
  • Cos’è la Cartoguida Michelin? Un libro che unisce cultura ed enogastronomia della Destinazione Turistica Emilia

  • Perché è nata? Per rispondere alla crescita del turismo enogastronomico dell’area emiliana

  • Che indotto ha il turismo enogastronomico? Alto, secondo uno studio della JFC. Circa 12 milioni l’anno solo con i grandi ristoranti

 

Arriva nelle librerie la nuova Cartoguida Michelin Destiazione Emilia, un prodotto editoriale che comprende le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia e che aggrega i prodotti tipici del territorio, i punti di interesse artistico-culturali e i ristoranti di qualità selezionati dalla Guida Rossa Michelin, una mappa che costruisce percorsi alternativi, non ancora evidenziati sui vari itinerari del turismo. Un’alleanza tra la Guida Verde Michelin (dedicata a cosa vedere e dove dormire) e la Guida Rossa Michelin (la classica, che assegna le Stelle), oltre che le tipiche cartine che hanno reso l’azienda di pneumatici nata a Clermont-Ferrand nel 1888 riconosciuta in tutto il mondo.

 

La presentazione al teatro Valli di Reggio Emilia ha visto la presenza di Philippe Orain, direttore editoriale e Capo Redattore delle Guide Verdi Michelin, spiegare i motivi della nascita di questo nuovo libro: “Una risposta alla crescita del turismo enogastronomico in questa area, coerente con l’obiettivo Michelin, ovvero promuovere la mobilità offrendo nel contempo la miglior esperienza di viaggio”. Gusto e cultura dunque, due elementi che si sposano spesso nel Bel Paese come conferma Pierangelo Romersi, direttore di Destinazione Turistica Emilia: “La nuova Food and Map Travel è uno strumento ricco di informazioni sull’epicentro della Food Valley italiana. Oltre 15 prodotti tipici riconosciuti con il marchio Dop e Igp, circa 500 produttori tra caseifici, prosciuttifici e cantine, il luogo ideale per vivere un’esperienza culturale e di scoperta”. Il direttore, durante la presentazione, ha anche dato indicazioni sui flussi turistici in Emilia: “L’incremento del food tourism è sotto gli occhi di tutti, con un +6% sui pernottamenti ed un +5,6% di presenze. Il nostro meraviglioso territorio piace molto ai visitatori”.

Le parole di Romersi trovano conferma anche in uno studio condotto dalla JFC, un’azienda di consulenza turistica e marketing territoriale. L’indotto generato da 8 ristoranti stellati e da 11 bib gourmand è di circa 12 milioni di euro l’anno, con una presenza di circa 200mila unità, rendendo i ristoranti di qualità dei veri e propri driver economici, oltre che delle agenzie turistiche per il territorio. “Promuovono i prodotti e i produttori locali” conclude Massimo Ferruzzi, amministratore unico della JFC  “valorizzando il territorio e la cultura”.a cultura”.