Berebene 2020, Città del gusto Napoli premia i migliori vini qualità-prezzo tra le opere del MANN

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I migliori vini premiati dal Gambero Rosso per il rapporto qualità-prezzo degustati sotto gli occhi vigili delle opere di Canova e Vasari. Un viaggio che unisce le grandi intuizioni dell’arte vinicola con alcuni degli artisti più illuminati passati nella città di Napoli: questo è Berebene 2020 organizzato da Città del gusto Napoli al Museo Archeologico di Napoli.

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Tante le cantine provenienti da tutto lo Stivale per la serata partenopea, che hanno ritirato i premi sulla grande scala in marmo che porta alla Sala della Meridiana: i Premi Regionali a Le Pianore dalla Toscana, a Olivella dalla Campania, a Barone Macrì dalla Calabria, a Battifarano dalla Basilicata ed a Palamà dalla Puglia, oltre al Premio Nazionale Vini Bianchi per il Katà Catalanesca 18 di Tenuta Scuotto.

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Come ogni evento Città del gusto e Gambero Rosso che si rispetti, grande spazio anche alla gastronomia per la degustazione in abbinamento ai grandi vini, e alle eccellenze del territorio come la presenza di Chashitusu, La stanza del Thé con Fara Petrarca: “Il thé può essere usato a fine pasto. Il thé non esclude il vino, né il caffè. La cultivar fa la differenza e questo rende il vino ed il thé dei prodotti associabili”.
All’ingresso le prelibatezze della cucina partenopea di Sartù e i salumi di Nero di Baselice di Castrese Galluccio, che ha coinvolto tutto il pubblico accorso numeroso al Museo, nella degustazione di capocollo, pancetta, culatello e tante altre squisitezze provenienti dalla sua azienda, che in soli 12 anni ha conquistato gli onori della cronaca per la qualità dei prodotti e per l’opera sociale che porta avanti. In fattoria, con le scuole ed i bambini che si sporcano per tornare alla terra, ai principi sani di convivenza tra l’uomo e l’ambiente, perché “L’ambiente ti offre tutto ciò di cui hai bisogno, se sai aspettare” chiosa l’agricoltore giuglianese.
Abbiamo ritrovato anche amici che ci hanno accompagnato durante tutta la stagione degli eventi Cdg come i meravigliosi tarallini pugliesi di Oltre Ogni Territorio oppure il pane dell’Antica Forneria Molettieri, che con Marcello ci ha catapultato nel mondo dell’Arte Bianca: “Un altro grano interessante provato è l’Autonomia, un grano antico campano del beneventano, selezionato sotto il fascismo negli anni ‘30 quando si cercava di essere autonomi. La spiga non è stata più toccata, anzi è stata messa da parte per via del boom economico del dopoguerra e la mania del consumismo ma negli ultimi tempi la stiamo riscoprendo ed abbiamo rilevato tantissime sostanze favorevoli all’organismo umano. Infine due pani molto particolari di cui siamo particolarmente orgogliosi: un pane al farro costituito da 3 categorie di farro antico che non ha maglia glutinica e viene lavorato in cassetta”.

Il pane non è stato abbinato solo ai salumi di Galluccio ma anche al prosciutto pluripremiato di Sabatino Cillo, uno dei più grandi grill master italiani. Meravigliosa la sua salsiccia alla cannella, che ha conquistato il pubblico.
Il mondo della panificazione abbracciato anche da Sciuè, la pizzeria della famiglia De Luca che ha presentato in degustazione i piatti tipici del natale napoletano, su pizza: l’insalata russa e la scarola con noci su un impasto lievitato 48h all’80% di idratazione hanno portato la giusta dose di innovazione nei piatti della tradizione
La serata è stata poi chiusa dalle note dolci, con le golosità della Pasticceria Mennella ed il cacao “a sud dell’Equatore” presentato da Veronica Fedele e Dario Rossi, due maestri gelatieri, entrambi 3 Coni Gambero Rosso, che hanno giocato col cioccolato: la Fedele con un cacao del Madagascar, molto leggero con la nota croccante della fava sbriciolata, mentre Rossi con un gusto più deciso ma vellutato del cacao del Perù.