Il primato della guida “Vini d’Italia”

Posted by  Letizia Malanga   in       2 years ago     949 Views     Leave your thoughts  

Paolo Zaccaria durante la lezione di editoria enogastronomica.

Paolo Zaccaria, laureato in filosofia, ricercatore per 11 anni a Bruxelles; dal 2001 con Gambero Rosso, per il quale cura la guida dei vini.
Ecco un tema affrontato durante la lezione di editoria enogastronomica.

Il mondo dell’editoria italiana ha avuto, da sempre, uno scarso interesse nella pubblicazione di libri e guide che facessero riferimento al mondo enogastronomico.  Pochi sono stati gli esempi italiani che ci hanno raccontato questo settore,  caso isolato è il “Ghiottone errante” di Paolo Monelli del 1935.

Il  vuoto di pubblicazioni nel settore dell’enologia italiana dura fino al 1961, quando la casa editrice Baloffi  pubblicò Il catalogo dei vini d’Italia, scritto da Luigi Veronelli. Enologo, cuoco, gastronomo e scrittore, fu lui a dirigere la prima guida italiana dedicata esclusivamente al vino. Essa conteneva descrizioni accurate delle aziende e dei vini, ai quali venivano dedicate puntuali degustazioni, con giudizi che puntavano molto alla qualità ed alla peculiarità del singolo prodotto. Ma il grande limite di questa guida fu la discontinuità nelle pubblicazioni.

La grande innovazione arriva nel 1987, quando il Gambero Rosso, in associazione con Slow Food, pubblicò per la prima volta la  guida “Vini d’Italia”, curata da Daniele Cernilli e Carlo Petrini. Per dieci anni è stata l’unica grande guida italiana ad occuparsi di vini italiani: sono stati recensiti circa 20.000 vini prodotti da 2.402 cantine, con precise informazioni, oltre che dei contatti e degli indirizzi, anche relative alla dimensione aziendale, al tipo di viticoltura, alle modalità di visita dell’azienda e all’acquisto diretto dei prodotti. Per ogni vino venivano date tutte le informazioni fondamentali: il colore, la denominazione, i vitigni, l’invecchiamento.

Guida vini d’Italia 2015

Nella sua guida, il Gambero Rosso ha introdotto, come metodo di valutazione della qualità  e dell’eccellenza del vino, l’assegnazione da un minimo di un bicchiere, a un massimo di tre. Negli anni si è aggiunta anche la sezione dedicati ai tre bicchieri verdi, utilizzata per segnalare i migliori vini ottenuti mediante pratiche di agricoltura biologica.

La guida “Vini d’Italia”  ha saputo confermare anno dopo anno il suo valore, anche se dal nuovo millennio c’è stata una vera e propria esplosione di interesse per il mondo enogastronomico e in particolare per il vino, tanto che oggi possiamo contare su circa dieci guide oltre la “Vini d’Italia” di Gambero Rosso.

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Sono laureata in Scienze della Comunicazione con specialistica in Editoria multimediale e nuove professioni dell'Informazione. Attualmente frequento il Master in Comunicazione multimediale dell'Enogastronomia.

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