Identità Golose 2017: il grande viaggio della cucina italiana raccontato dai suoi protagonisti

Posted by  Michela Montano   in  ,      1 year ago     649 Views     Leave your thoughts  

La forza della libertà: il viaggio. E’ stato questo il tema di Identità Golose 2017, prestigioso congresso italiano di cucina d’autore, tenutosi a Milano dal 4 al 6 marzo.

Nato nel 2005 da un’idea di  Paolo Marchi, sul modello dello spagnolo “Lo Mejor de la Gastronomia”, questo congresso di alta cucina rappresenta per l’Italia il più importante e proficuo momento di incontro e di condivisione di idee ed esperienze tra i grandi professionisti dell’alta ristorazione. Non solo chef ma anche agricoltori, allevatori e artigiani che raccontano, ogni anno, materie prime e prodotti d’eccellenza.

Il viaggio, dunque, espressione di libertà e strumento di arricchimento attraverso la diversità e la contaminazione. Il viaggio, momento ineliminabile di sviluppo della persona prima ancora che del cuoco, e fonte insostituibile di conoscenza e maturità. Ma anche simbolo di tolleranza e di integrazione, come sottolineato, tra gli altri, da Cristina Bowerman.

Un’edizione ambiziosa nella quale il mondo della cucina si è fatto ambasciatore di tolleranza ed accoglienza della diversità, valori spesso calpestati dalla società contemporanea.

Come ogni anno, si sono alternati sul palco alcuni tra i  più grandi nomi della cucina italiana ed internazionale, quali, Enrico Crippa, che ha elogiato la cultura gastronomica dell’estremo oriente, esempio di maniacalità nelle preparazioni e nella ricerca degli ingredienti, consigliando a tutti i giovani chef un viaggio in Giappone, dove lui stesso ha trascorso tre anni.

L’importanza delle influenze asiatiche nella contaminazione della cultura gastronomica italiana è stata evidenziata anche da Moreno Cedroni, che proprio l’anno scorso, al suo Clandestino di Portonovo, ha proposto un menù tematico sulle vie della seta, dal quale, nei giorni del congresso, ha estrapolato tre piatti.

Ma la relazione tra cucina e viaggio può essere anche inversa, come fa notare Paolo Lopriore, che sottolinea come il cuoco abbia la possibilità, con un piatto, di accompagnare idealmente chi lo gusta  verso luoghi non ancora conosciuti.

Non poteva ovviamente mancare la superstar della cucina italiana Massimo Bottura. Lo Chef modenese, dopo aver sottolineato come la cultura sia l’ingrediente fondamentale del cuoco del futuro, ha definito il momento attuale come il Rinascimento della cucina italiana. Un percorso in cui il passato viene filtrato dal pensiero contemporaneo e diventa innovazione.

E allora, viva il viaggio come esperienza di libertà, tolleranza e innovazione e appuntamento al prossimo anno, per guardare oltre i confini della nuova cucina italiana

 

 

 

 

 

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