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Primi piatti: linguine all’astice.

Per una cena romantica o una serata tra amici, potreste stupire gli invitati con questa ricetta. Non è semplicissima, ci vorrà un po’ di pazienza nel prepararla, ma sicuramente il risultato sarà d’effetto! Le linguine all’astice sono state quest’anno il protagonista della mia tavola durante il veglione di capodanno, sostituendo il tradizionale piatto di spaghetti alle vongole.

Il sugo di accompagnamento dell’astice richiama i sapori mediterranei: aglio, peperoncino e pomodorini del piennolo.  Quest’ultimo è una varietà di pomodoro coltivato nell’area intorno al Vesuvio e dal 2009 è riconosciuto come prodotto DOP (Denominazione di origine protetta).

 

 

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 Ingredienti per 4 persone

  • 350 gr di linguine
  • Astici 2 (600 gr)
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • Sale q.b.
  • Pomodorini del piennolo
  • Olio
  • Peperoncino

 

Preparazione

Mettete in acqua bollente i 2 astici e fateli cuocere per 10 minuti.  Completata la cottura, tagliateli seguendo la lunghezza con un trinciapollo. Rimuovete la polpa e lasciate integra la metà dell’astice, che sarà utilizzata alla fine per decorare il piatto.

In una pentola, fate soffriggere l’aglio con il peperoncino. Poi, unite la polpa dell’astice e fate cuocere per 10 minuti a fuoco basso.

A parte, preparate il brodo di fumetto facendo bollire le teste, le zampette e le chele degli astici. Aggiungete un po’ di brodo al sugo e dopo circa 15 minuti versate il vino e alzate il fuoco per far evaporare l’alcool. Unite i pomodorini del piennolo e fate cuocere finché il sugo non diventa rosato.

In una pentola a parte fate bollire l’acqua e cuocete le linguine, lasciandole al dente (è possibile cucinare la pasta nell’acqua dove è stato bollito l’astice, se preferite).

Scolate la pasta e unitela al sugo.  Fateli cuocere per qualche minuto insieme in modo tale che le linguine incorporino bene il sapore del sugo.

Preparate i piatti decorandoli con le metà degli astici e un pizzico di prezzemolo tritato.

 

” La Rivolta” è biologica

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Filari affilati, verde assoluto, profumo di vite. Il tutto avvolto da un’aria collinare. Oasi biologica immersa nei colori pastello di Torrecuso, beneventano,  ” La Rivolta”, casa vinicola bio,  ha ospitato la prima visita guidata in azienda degli studenti del Master  UniSob in comunicazione multimediale dell’ enogastronomia del Gambero Rosso di Napoli.

La visita, condotta dalla dott.ssa Valeria Vanacore, ha portato i ragazzi del Master all’interno del mondo ” La Rivolta”. Prima tappa è stata la zona turistica. Una struttura ben curata, sia all’interno che all’esterno, ospita infatti il BB. Le camere, denominate ognuna con il nome di pregiati vini, sono tutte differenti tra loro e sono state arredate con mobili d’epoca posseduti dalla famiglia Cotroneo.

Il gruppo si è poi diretto verso i curati vigneti, oltre 70 ettari di vite. Tra  Piedirosso e Coda di Volpe gli studenti sono stati informati sui metodi e sulle lavorazioni del prodotto vino, dalla cura ordinaria dei filari fino alla raccolta dell’uva. Si è passati poi alla visione dello stabilimento di fermentazione, il laboratorio di controllo, la zona imbottigliamento e la cantina, colma di barrique, tonnò e botti cariche di nettare.

L’idilliaca giornata si è conclusa, prima dei saluti, con la degustazione tanto bramata. Si è passati in rassegna i vini prodotti dalla casa, con brindisi finale a suggellare la visita. Con la soddisfazioni di tutti.

 

Tremate… Arriva la ZUCCA!

Domani sarà Halloween e le nostre fantastiche zucche ne saranno le protagoniste e allora perché non saperne qualcosa di più?

Wikipedia in questo può esserci utile in quanto ci spiega che con il termine zucca vengono identificati i frutti di diverse piante appartenenti alla famiglia delle Cucurbitaceae, in particolare alcune specie del genere Cucurbita (Cucurbita maxima, Cucurbita pepo e Cucurbita moschata) ma anche specie appartenenti ad altri generi come ad esempio la Lagenaria vulgaris o zucca ornamentale. La zucca è comunemente usata nella cucina di diverse culture: oltre alla polpa di zucca, se ne mangiano anche i semi, opportunamente salati. La zucca è un ortaggio che si presta a mille ricette: si consuma cucinata al forno, al vapore, nel risotto o nelle minestre, fritta nella pastella. Dai semi si ottiene un olio rossiccio usato in cosmesi e cucina tradizionale. Nei paesi anglosassoni la zucca è utilizzata per la costruzione della Jack-o’-lantern, caratteristica lanterna rudimentale utilizzata durante la festa di Halloween per scacciare streghe e fantasmi.

Io invece vi propongo una ricetta gustosa per festeggiare al meglio il vostro Halloween: http://www.gamberorosso.it/le-ricette/le-ricette-del-gambero-rosso/item/330469-torta-di-zucca

Ovviamente potete decorarla come volete, potete perfino utilizzare uno stampino per dolci in silicone a forma di zucca per rendere la vostra torta terrificante, oltre che buonissima!

Felice Halloween a tutti!

 

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Parmigiana di zucchine

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Visto che la fine dell’estate ormai è arrivata vi propongo un’ultima prelibata ricetta estiva, per poterci deliziare ancora un pò.

La Parmigiana di zucchine al sugo

Ingredienti:
2kg di zucchine, salsa al pomodoro, 350gr di mozzarella, 100gr di parmigiano grattugiato, 2 uova, farina, sale, pepe, olio per friggere.

 Preparazione:

Lavate e affettate le zucchine, passatele nella farina e poi nelle uova, già precedentemente battute e salate, infine friggete in olio bollente; poi lasciatele asciugare sullo scottex.
Appena pronte passate alla costruzione della parmigiana di zucchine: sporcate con la salsa la teglia e adagiate un primo strato di zucchine, aggiungete mozzarella a pezzetti, parmigiano, pepe e un po’ di salsa; ripetete fino alla fine.
Prima di infornare la parmigiana di zucchine versate tutto il resto della salsa sulla parmigiana in modo da lasciarla ben bagnata, spolverate con abbondante parmigiano grattugiato e infine mettetela in forno, precedentemente riscaldato, a 200° per una ventina di minuti.

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La ricetta della giovinezza

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Annette Larkins è nata nel 1942 ad Asheville, North Carolina. E sono trent’anni che segue una dieta specifica ovvero quella vegana e crudista. Mangia solo noci, frutta e verdure accuratamente coltivate nel suo orto e beve l’acqua piovana che raccoglie nel suo giardino. Sostiene di non essere mai ricorsa alla chirurgia plastica e gode di ottima salute. Non prende medicine ed è piena di energie tanto che la sua giornata inizia alle 5,30 del mattino. Ha affermato che “Il cibo non ha bisogno di essere elaborato e cotto, quello che mangio mi dà tanta energia che se potessi venderla sarei miliardaria”.

Chi sa che non abbia davvero scoperto la ricetta della giovinezza che tutti cerchiamo.

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L’ARTIGIANATO DIVENTA CIOCCOLATO

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“L’artigianato diventa cioccolato” … Questo lo slogan di uno dei pasticcieri più famosi, Pasquale Marigliano che con il suo laboratorio ad Ottaviano, riesce a creare delle vere prelibatezze. La sua specialità è lavorare col cioccolato e se vi capiterà di entrare nella sua pasticceria sentirete profumi inenarrabili e colori mai visti prima. Pasquale Marigliano queste cose le ha imparate giovanissimo, quando era a Parigi sotto la guida di Hermé Pierre.

Ogni giorno produce e rinnova i suoi prodotti, vale quindi la pena di assaggiare ogni singolo dolce perché ognuno vi farà provare sensazioni diverse, come il cioccolatino Vesuvio Buono che scoppietta tra lingua e palato, o gli Stresul un tondo biscottino di farina di mandorle ricoperto di cioccolato e un pizzico di sale che con il suo sapore prima dolce e poi salato vi regalerà una sensazione unica, e ancora le praline di nocciola avellana e di anacardi o i cioccolatini cremosi al rhum.

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ACQUASALE CON ASPARAGI

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Questo mese come avete potuto vedere dal post pubblicato il 31 Luglio vi proporrò alcune ricette di Frank Rizzuti, chef del ristorante “Cucina del Sud”, che ho preso dalla rivista del Gambero Rosso.

Acquasale con asparagi

Ingredienti: 4 uova di giornata, 1 mazzo di asparagi selvatici, 1 cipolla, 1 grossa fetta di pane casereccio di semola raffermo, olio extravergine di oliva, sale

Cuocere le uova nel roder per 55 minuti a 64°C (altrimenti cucinarli poché, sgusciati in acqua bollente, tenendoli il più morbidi possibile). Nel frattempo pulire gli asparagi, mettere le punte in un pentolino con cipolla e olio, a parte centrifugare i gambi. Presentare il piatto posizionando prima il pane con sopra le punte d’asparagi, poi l’uovo sgusciato e infine la spugna di asparagi (come specificato qui sotto) ed il centrifugato. Aggiustare con olio e sale.

Spugna di asparagi: 120g di crema di asparagi saltati, 125 g di albume, 80g di tuorlo, 20 g di farina, sale e pepe

Si passano in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio, fuori dal fuoco di aggiungono uovo e farina e si frulla il tutto, fate attenzione ai grumi. Quindi si mette la crema in un sifone caricato con 3 capsule di N20 (protossido di azoto, le capsule per la crema chantilly). Si fa riposare per mezz’ora, quindi si sifona in bicchieri di plastica riempiendoli per metà; dopo aver praticato 3 taglietti sul fondo, si passa al microonde alla massima potenza per 30 secondi (col bicchiere appoggiato sul fondo e l’apertura verso l’alto). Passato il tempo si estrae il bicchiere e si capovolge su un piano, aspettando che si freddi e si asciughi la spugna. Quindi, quando il calore è sfiatato per bene e la spugna stiepidita, si sfila il bicchiere.

Buon appetito!

 

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Pomodorino del Piennolo, uno dei prodotti più antichi della Campania

Il “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP” è uno dei prodotti più antichi e tipici dell’agricoltura campana, raggruppa vecchie cultivar e biotipi locali accomunati da caratteristiche morfologiche e qualitative più o meno simili.

Le denominazioni sono quelle popolari attribuite dagli stessi produttori locali, come “Fiaschella”, “Lampadina”, “Patanara”, “Principe Borghese” e “Re Umberto”, tradizionalmente coltivati da secoli nello stesso territorio di origine.

L’area di produzione è quella dei comuni vesuviani dove si semina in Marzo – Aprile per avere il prodotto pronto e maturo per Luglio – Agosto, ma l’antico procedimento di conservazione prevede che li si raccolga a grappoli interi all’inizio dell’estate per poi conservarli e appenderli in luoghi umidi e a temperature adeguate o all’occorrenza  fuori i balconi, prendendo, in questo modo, il nome di piennolo (pendolo), conservandoli fino all’inverno o addirittura alla primavera successiva.

Tutto questo è possibile grazie alla elevata consistenza della buccia, la forza di attaccatura al peduncolo, l’alta concentrazione di zuccheri, acidi e altri solidi solubili che lo rendono un prodotto a lunga conservazione durante la quale nessuna delle sue qualità organolettiche subisce alterazioni.

Un consiglio… schiacciate un pomodoro su una fetta di pane, metteteci un filo d’olio, un pizzico di sale e una foglia di basilico… vi sembrerà di essere in paradiso!

 

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