Land Grabbing: quando la speculazione mangia la terra

Posted by  Corradetti Alessandro   in       6 months ago     1090 Views     Leave your thoughts  

È una delle piaghe che colpiscono i Paesi più poveri del mondo. Il land grabbing è l’accaparramento di terreni agricoli fertili soprattutto in Africa, Asia e America Latina. Obiettivo è l’appropriazione di terre per lo sviluppo di monocolture (biofuel), la fornitura di nutrimento alle popolazioni dei Paesi ricchi, o per trarre semplicemente profitti con la speculazione edilizia.

Acquisizioni massicce ad opera di multinazionali o investitori privati spesso a spese dei diritti e del benessere delle comunità locali. Il Land Grabbing come sostenuto dai suoi oppositori, rappresentati essenzialmente da associazioni degli agricoltori, trasformano gli agricoltori locali in lavoratori nelle proprie terre. «Significa privare i piccoli produttori locali dei loro mezzi di sussistenza e della loro economia di base, senza nemmeno interpellarli» Nyikaw Ochalla, rifugiato indigeno Anuak e fondatore dell’Anywaa Survival Organisation per la giustizia sociale e per lo sviluppo sostenibile in Etiopia, così definiva il “land grabbing” in un’intervista rilasciata tempo fa alla rivista italiana di Slow Food. Benché l’intervista risalga ad alcuni anni fa, il fenomeno, esploso nel 2008, è lungi dall’essersi arrestato.

La situazione sta precipitando rapidamente, sono oltre 56 milioni gli ettari di terra che l’Africa ha ceduto ai grabbers, ma l’Europa (Italia compresa) non è fuori pericolo. Accaparramento e speculazione pongono in serio rischio la sicurezza alimentare, il lavoro agricolo e la biodiversità del Vecchio Continente. Un report redatto lo scorso anno per conto della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo testimonia che un quinto delle terre disponibili è nelle mani dell’uno per cento delle aziende agricole, mentre l’80% dei coltivatori, al di sotto dei dieci ettari, possedevano appena il 14% dei terreni fertili. Inoltre, solo tra il 2003 e il 2010 abbiamo assistito alla scomparsa di un quarto delle piccole imprese agricole europee.

Un fenomeno in crescita con l’impennata dei prezzi dei beni alimentari essenziali, in Francia, più di 60mila ettari di terreno fertile finiscono “mangiati” ogni anno. Tanto che al fine di preservare l’agricoltura di piccola scala dagli attacchi degli speculatori, un mese fa il Parlamento francese ha adottato in via definitiva la proposta di legge destinata a garantire la sovranità nazionale del Paese sostenendo il modello di agricoltura familiare riconosciuto come prima forza dell’eccellenza alimentare. Quello che vediamo in atto è un cambiamento radicale nel modello di produzione agricola europea, basato su una rete di aziende familiari. La Commissione europea non è ancora intervenuta sulla questione.

Approfondimento: Land Grabbing

Dopo la laurea in Tecnica Pubblicitaria all’università per Stranieri di Perugia, si trasferisce per 5 anni a Madrid in Spagna dove si iscrive a un Corso di specializzazione in Web Design e Multimedia lavorando nel frattempo come cameriere e barman in pub e ristoranti. Tornato in Italia apre una ditta individuale di servizi web e multimedia, a distanza di 10 anni decide di perfezionare gli studi con il Master del Gambero Rosso in “Comunicazione multimediale dell'enogastronomia” con l’obiettivo di indirizzare le conoscenze precedentemente acquisite in un ambito più specialistico per la tutela e la promozione del made in Italy.

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