Ironia, convivialità ed esperienza: la Libertà nei piatti di Identità Golose 2016

Posted by  Caterina Castiello   in       2 years ago     2423 Views     Leave your thoughts  

Un nido d’ape di trippa che ricorda un lussuoso portagioielli, gustoso ed inaspettato incontro tra povertà e ricchezza, nobiltà e intelligenza, il piatto copertina dell’ edizione di Identità Golose dedicata alla forza della libertà, non poteva che essere questa emancipata proposta della Chef Cristina Bowerman, portavoce della libertà di osare e di provare.

Giunto ormai al suo dodicesimo appuntamento, il Congresso Internazionale di cucina che ha condito la città di Milano dal 6 all’8 marzo, ha proposto una ricetta a base di verdure, gelato, formaggio, pane e panettone, pizza e champagne sapientemente mantecata da quella forza che dona il coraggio di dire qualcosa ( a meno che ci sia qualcosa da raccontare) spogliandoti di qualsiasi restrizione alla tua libertà con la stessa semplicità con cui Davide Scabin,il rivoluzionario bocciato della guida Michelin 2016, si è spogliato della sua giacca da chef all’apertura dei lavori, invitando al ritorno alla cucina organica della bisnonna e al fisiologico consumo di legumi. Chef, pizzaioli ed esperti hanno declinato il tema protagonista in un rispettoso susseguirsi di personali apporti in cui i veri ingredienti sono stati l’ironia, la convivialità e l’esperienza. Poco importa se non tutti sono a favore dell’orto a tutti i costi e se altri invece, come Enrico Crippa,  lo ergono a comandante dinamico e indiscusso del menù; se c’è chi parla di soggettiva e unica percezione del gusto come equilibrio tra salute e piacere che non può prescindere dalla condivisione (Mauro Defendente Febbrari) e chi invece, come Franco Pepe, l’equilibrio lo ricerca tra mare e terra in un originale almeno quanto schietto ed irriverente abbinamento pizza-champagne. Radici e ali quindi, per capire da dove veniamo e verso quale libertà ci stiamo dirigendo anche nella proposta di chi come Massimo Bottura, con umile sicurezza,  accende i riflettori sulla propria brigata per esprimere se stesso improvvisando ma mai improvvisandosi. Dunque l’importanza del ruolo assunto dallo staff sempre più prossimo alla famiglia e la continua attenzione a cosa accade anche da lontano, nel materno ma autoritario contributo di Annie Feolde (Enoteca Pinchiorri, Firenze),  sposta invece l’attenzione su quei valori a volte dimenticati  di chi sceglie questa strada. Al via quindi un confronto tra chef di ieri, di oggi e magari di domani, a colpi di disciplina, lucidità mentale, curiosità, sacrificio e rispetto, nella definizione di una professione, quella del cuoco, che va oltre il riduttivo connubio arte e carattere e che ha bisogno di guardare al di là dei confini del proprio piatto, assaggiando e apprezzando anche ciò che sta attorno alla propria libera e sicuramente innovativa identità golosa.

Caterina Castiello

Innamorata del Mondo e dell’Italia, dei suoi diversi territori, delle storie e dei prodotti che li caratterizzano, amo viaggiare, scoprire, imparare ed emozionarmi e, proprio per questa passione, sono attualmente iscritta al secondo livello del corso per Sommelier della Fisar e al master in Comunicazione Multimediale dell'Enogastronomia presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Dinamica ed ambiziosa laureata in Scienze del Turismo per i Beni Culturali ( laurea triennale e specialistica conseguite con il massimo dei voti e lode), ho maturato esperienze nel settore del turismo, dell’arte e degli eventi, inclusa l'organizzazione di serate di degustazione e di convegni universitari. Ho arricchito il mio bagaglio personale e professionale ( e continuerò a farlo) con una serie di corsi di formazione legati ai temi del marketing, della clientela estera, dell’Europrogettazione. Grande capacità di adattamento a nuovi ambienti e di flessibilità in contesti multiculturali maturata grazie a due esperienze all’estero, l’Erasmus e il Leonardo da Vinci, entrambe svolte a Siviglia, città spagnola alla quale sono particolarmente legata anche perchè sono una ballerina ed una insegnante di flamenco, un’arte che ho la fortuna di poter trasmettere (con diversi ed idonei approcci) ad allievi di differenti fasce di età.

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